Gli animali preferiscono la notte per evitare l’uomo

Alcuni animali, che per natura sono diurni, stanno diventando notturni per evitare di incontrare gli esseri umani. Ebbene si, per quanto possa sembrare strano, sta accadendo e avrebbe anche una logica. Lo dimostra una ricerca pubblicata di recente su Science che ha misurato gli effetti delle attività di 62 specie selvatiche diverse confermando che, nelle regioni in cui l’uomo è più presente, molte specie selvatiche scelgono sempre più spesso di muoversi durante la notte anziché di giorno.
Il cambiamento della società moderna, radicato fortemente sull’urbanizzazione e sull’industria rispetto alle civiltà contadine del passato, ha avuto un impatto significativo anche per le altre specie animali, tra le quali alcune si sono estinte e altre si sono adattate. In che modo? Scegliendo una vita sempre più notturna. Nell’indagine guidata da un team dell’Università della California-Berkeley, si sono messe in relazione abitudini degli animali ed elementi di disturbo dovuti alle attività umane. Sono state prese in considerazione tutte le attività umane che possono interferire con quelle animali, dalla caccia all’agricoltura, dagli allevamenti allo sviluppo urbano, all’industria, ma anche escursionismo e altre attività ricreative umane che influiscono sulle abitudini animali. Sommando tutte queste interferenze, si è stimato che l’attività notturna è significativamente aumentata (in media del 20%) e, dai dati rilevati col Gps e l’uso di telecamere, i ricercatori hanno calcolato questo aumento della vita notturna degli animali in associazione a una maggiore presenza umana nei loro habitat.
I cambiamenti riguardano maggiormente i mammiferi di grossa taglia, come l’antilope nera africana, il cinghiale (che ha modificato tempi e modi con cui cercare il cibo), il coyote (che cerca prede notturne invece che diurne), ma anche la tigre, i cervi e molti altri. Questo cambiamento potrebbe rendere più pacifica la convivenza, ma dall’altra parte potrebbe produrre conseguenze negative su alcuni modelli naturali, perché di notte è più difficile trovare cibo e partner per accoppiarsi. Per alcuni animali però quello che conta è stare il più lontano possibile dall’uomo.

 

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