Il delirio dilagante dei complottisti

Si è svolto in Umbria, lo scorso anno, un prestigioso convegno sulle scie chimiche. Vi risparmio l’enfasi sulla rilevanza internazionale dell’evento e dei luminari accademici presenti, ma garantiscono erano tutti ispirati da sentimenti pacifico-ambientalisti. A sostegno della teoria del ‘complotto chimico’ (dietro il quale nemmeno loro sanno chi c’è. Ma poi se devono spruzzare un gas letale lo fanno colorandolo?) ci sono i complottisti cronici e i fautori della manipolazione climatica sorta con la complicità delle istituzioni. Non mi meraviglierei di scoprire a breve anche un convegno sul controllo mentale dei robot orchestrato da una losca holding oppure un workshop sulla conferma empirica che le mutazioni genetiche di ‘X-files’ sono più reali che nel telefilm.

Più seriamente, dietro tutto questo folklore c’è il delirio di un popolo confuso e spaventato, incapace di leggere la realtà e a caccia di riferimenti solidi e rassicuranti. Vanno infatti fortissimo anche altre strambe teorie, come dimostra una recente indagine del Corriere: da chi crede che le nostre vite siano controllate da complotti organizzati dai poteri forti, a chi sostiene che il Metodo Stamina sia ostacolato dalle case farmaceutiche, fino agli sbarchi sulla Luna mai avvenuti e creati ad arte dalla Nasa. In questo delirio, l’ignoranza non può più essere la sola giustificazione a favore dei complottisti, soprattutto in una società dominata dall’overload informativo. Piuttosto ci sono il maldestro tentativo di decifrare la realtà e la gravosa mancanza di fonti credibili, avendo purtroppo dissaldato tutte le istituzioni di questa società con la continua delegittimazione di ruoli e autorevolezza. E questo è il risultato: la gente non sa più a chi credere.

E’ vero che un inconveniente della comunicazione è che apre le porte all’inganno o che qualcuno si maschera dietro la libertà di espressione, ma all’epoca del web ‘amplificatore di bufale’ e della scienza bidirezionale il rischio di produrre gravi effetti collaterali rimane molto alto (basti pensare alla campagna contro i vaccini che ha portato alla recrudescenza di alcune ‘vecchie’ malattie infettive). Il complottismo rientra tra i pericoli della democrazia e oggi che siamo bombardati da informazioni, invece di gestirle, ce ne abbuffiamo e non sappiamo più interpretarle. Ma se è vero che Google e Facebook sono veicoli di trasmissione del morbo molto efficaci, sarebbe auspicabile che la tecnologia potesse in poco tempo essere in grado di riparare a questo difetto. Pretendendo, per il benessere della nostra società, che l’innovazione tecnologica contribuisca ad aumentare la qualità della cultura dei cittadini.

 

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