Perché i vaccini fanno paura

Inutile girarci attorno: i vaccini sono la scoperta del millennio e il più grande traguardo conquistato dalla medicina moderna. Hanno salvato milioni di vite, riducendo o eliminando alcune malattie come la difterite, la pertosse, il morbillo, il tetano, e altre protagoniste di vecchie e terribili epidemie. Oggi inoltre i vaccini vengono creati in laboratorio e sia il carico virale che gli eccipienti presenti sono stati notevolmente ridotti, rendendoli più sicuri (oltre che accessibili e gratuiti) rispetto a quando sono stati scoperti. Nonostante il successo riscontrato contro molte patologie batteriche e virali, la copertura vaccinale in Italia è in calo. Perché? Principalmente perché è cambiata la percezione del rischio: alcune malattie fanno meno paura che in passato. Inoltre la tendenza a sopravvalutare i pericoli rispetto ai vantaggi sommata alla sfiducia generalizzata fanno il resto. Senza sapere che prendere un’aspirina o un antinfiammatorio comporta rischi ed effetti collaterali potenzialmente molto più alti.

Una delle più grandi paure legate ai vaccini è quella che causi autismo. Infondato timore che nasce da un lavoro dell’ex medico britannico Andrew Wakefield che, vent’anni fa, era stato radiato e condannato per aver pubblicato una ricerca fraudolenta. Le sue idee, pur non avendo evidenze scientifiche, fanno però ancora presa, perché per molti genitori è il modo migliore per spiegare una diagnosi, quella dell’autismo, che la medicina non ha ancora del tutto compreso. Proprio nel periodo in cui i bambini si vaccinano (1-3 anni) si possono infatti sviluppare in maniera improvvisa disturbi comportamentali e cognitivi, come l’autismo. A quel punto il modo più semplice per spiegarselo è attingere alla famosa correlazione causa-effetto, che trasforma eventi casuali in radicate e infondate convinzioni.

Nel tempo poi hanno cavalcato l’onda i complottisti, i no-vax, gli attivisti, tutta gente che leggendo due pagine su wikipedia ha pensato di poter rispondere a questioni legate alla sperimentazione animale, Ogm, staminali o vaccini. Senza sapere che per una casa farmaceutica i vaccini oggi non sono una grande fonte di guadagno rispetto ad altri medicinali (secondo uno studio dell’OMS valgono in media il 3% dei profitti delle aziende). Eppure la loro opinione raffazzonata produce danni, perché la scienza non riesce sempre a dare risposte chiare, perché fa leva sul timore della gente e soprattutto perché attinge a un substrato culturale basso (l’Italia è il paese europeo col più alto tasso di analfabetismo funzionale). Rifiutare i vaccini, per motivi infondati, significa mettere a rischio non solo chi non si vaccina, ma anche e soprattutto i figli degli altri e le persone più deboli (anziani, immunodepressi, etc.) e mette a rischio l’immunità di gregge, ovvero la copertura della popolazione (85-95%) necessaria a evitare la recrudescenza di agenti patogeni che ritenevamo scomparsi. Oggi la copertura attuale per alcune malattie è pericolosamente vicina a questa soglia.

 

© Copyright santeroperto.com – Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente blog. La copia non autorizzata del testo rappresenta una violazione della legge sul diritto d’autore (L. 633/41).

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *